GENOVA, DOMENICA 5 MARZO: ASSEMBLEA SU SALUTE, SICUREZZA E REPRESSIONE NEI LUOGHI DI LAVORO E SUL TERRITORIO
Sono da poco passate le ore 10:30 quando – all’interno della sala Enzo Montecucco del Circolo dell’Autorità Portuale – ha inizio un'assemblea pubblica, promossa dal Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Autoconvocati (CLA) per l’unità della classe: due sono i temi di discussione all’ordine del giorno, che dovrebbero contribuire a creare quell’unità del sindacalismo conflittuale (compresa l’opposizione interna alla Cgil) necessaria a contrastare la forsennata offensiva padronale in atto.

La salute e la sicurezza sui posti di lavoro, che sono sempre più a rischio a causa – come si legge nel comunicato di indizione della manifestazione – dei «ricatti e delle ritorsioni in conseguenza dei quali si accettano attività rischiose, carichi e orari di lavoro disumani»; la repressione nei luoghi di produzione, dove «a centinaia, negli ultimi tempi, si contano le rappresaglie aziendali contro lavoratori attivi e militanti sindacali che denunciano le violazioni delle norme antinfortunistiche».
A questi due temi fondamentali si aggìungono gli effetti che i comportamenti a rischio a cui sono costretti i soli creatori della ricchezza nazionale – della quale godono esclusivamente i padroni ed i borghesi, che lasciano loro soltanto le briciole appena sufficienti a conservare la forza lavoro – come le stragi della stazione di Viareggio del 2009, o quella del porto di Beirut nel 2020, oppure ancora il disastro ferroviario del quattro febbrio scorso ad East Palestine negli Stati Uniti d’America.
Alla presenza di un pubblico composto da qualche decina di persone, apre la giornata la relazione introduttiva affidata a Mariopaolo, membro dell’Unione Sindacale di Base del comparto dei Vigili del Fuoco di Genova; egli espone cosa intende essere l’organismo organizzatore della giornata odierna: un catalizzatore di unità di azione del sindacalismo conflittuale, nel rispetto delle sigle di appartenenza di ogni singolo aderente.
Inoltre, tiene a precisare che – a differenza di altre realtà simili, come la mai citata direttamente Assemblea Proletaria Anticapitalista – il CLA non intende mescolare il fronte sindacale con quello politico: questo per non prestare il fianco a chi potrebbe sottolineare la promiscuità della proposta per mettere in guardia i lavoratori dall’adesione ad un determinato sindacato che facilmente può essere additato come “strumentalizzabile a fini politici”.
A seguire prendono la parola rappresentanti di alcune delle realtà sindacali presenti – Andrea del Coordinamento Macchinisti Cargo; Luca, delegato della Cgil e Rls alla Compagnia Unica del Porto di Genova; Francesco del Si. Cobas; Aurelio, dell’area di minoranza “Riconquistiamo tutto” della Cgil; Gina, lavoratrice del comparto Sanità – che sottolineano, ognuno per quanto di loro competenza, la necessità di coordinarsi per condurre nel miglior modo possibile la battaglia per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e sul territorio.
A proposito di quest’ultimo aspetto non si può non segnalare le parole di Daniela – vicepresidente dell’associazione "Il mondo che vorrei" – che il 29 giugno 2009, in seguito all’incidente ferroviario avvenuto alla stazione di Viareggio che provocò trentadue morti, perse la figlia Manuela di ventuno anni: alle udienze del processo ai responsabili, ella ha preso coscienza del fatto che la battaglia non può essere delegata esclusivamente alla Magistratura borghese, ma occorre coordinarsi per lottare in prima persona.
Per quanto attiene il contrasto della repressione sembra imprescindibile segnalare le parole di Maria, del direttivo della "Cassa di Resistenza dei ferrovieri": questo è un organismo nato nel 2006 per contrastare il licenziamento di cinque ferrovieri – tra cui Dante De Angelis – per la loro battaglia contro l’introduzione del dispositivo conosciuto come “uomo morto”.
Dopo la vittoria in questa battaglia si è deciso di continuare l’attività con il sostegno - non solo economico - a chi, non necessariamente ferroviere, si batte contro la reprssione padronale: conclude invitando i lavoratori a creare, perché la lotta venga portata avanti in modo efficace, a loro volta qualcosa di simile in ogni ambito di produzione.
L’intervento conclusivo è affidato a Riccardo, ex ferroviere in pensione: questi ricorda come il CLA debba lavorare per sviluppare – con l’aiuto di collettivi, associazioni, osservatori e quant’altro, che insistono sui vari territori – attraverso la loro socializzazione, le lotte (anche quelle più piccole) che sono in atto, per permetterne lo sviluppo e dare loro una prospettiva.
In particolare ci si deve concentrare su quelle sindacali, visto che ad esempio la Cgil recentemente è scesa in piazza sul tema – importantissimo, ma che dovrebbe essere secondario per un sindacato – dell’antifascismo, tralasciando del tutto di partecipare alla battaglia per la salvezza dei posti di lavoro alla Gkn di Campi Bisenzio, (Firenze).
Bosio (Al), 06 marzo 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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